Sorelle carissime,
con affetto desidero raggiungere ciascuna per celebrare insieme, seppure a distanza, la solennità del santo Natale, che ci conduce a contemplare il sorprendente Mistero dell’Incarnazione.
Vi immagino spiritualmente tutte in ‘cammino’, forse un po’ affaticate da tante situazioni, ma in ‘cammino’ sostenute dalla convinzione che il Padre continua a commuoversi per l’umanità e per ciascuna di noi... e… Gesù viene fra noi…
“Vieni, Signore Gesù” è l’invocazione umile che sale dal nostro cuore, è l’attesa quotidiana, è l’accoglienza che vuole diventare ovunque premura per il piccolo Gesù che si è fatto povero ed è nato fra gli ‘ultimi’ per tutti.
È un tempo forte questo, un tempo da vivere nella conversione e nella gioia della speranza, evitando il rischio che, condizionate da difficoltà, fatiche e solitudini personali,… questo Evento diventi parte della nostra routine annuale di preghiere, canti, addobbi e discorsi puntuali... ma non tocchi e non commuova il cuore, non provochi una relazione vera, un affetto e una gratitudine profonda per Gesù che viene.
Vi ho raggiunto nelle diverse parti del mondo e mi sono trattenuta con voi. Ho potuto ascoltare e apprezzare la vostra sensibilità e forza evangelica verso i poveri e gli ultimi, nell’accogliere e condividere la fatica e la paura nei più diversi ‘disagi’ quotidiani: famiglie frantumate, bambini con problemi e anziani soli,… atroci guerriglie segnate da violenze e abusi,… e da interessi imposti dai potenti e dai predatori del bene comune portando a distruzione le persone e il dono del creato… Per questa vostra sensibilità, per il vostro atteggiamento umano ed evangelico, va a voi tutte la gratitudine del Gesù povero nei poveri.
Quanti disagi vedono i nostri occhi, in questi tempi così oscuri, così incerti, avvolti spesso dall’indifferenza. Eppure proprio in essi Dio ha voluto manifestarsi e farsi accogliere…
E ritorna alla memoria la celebrazione del Santo Natale voluta da San Francesco a Greccio, in cui desiderava “rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato… come fu adagiato in una greppia…”.(ICel 85).
Quanto entusiasmo e quanta passione troviamo nel cuore di Francesco! Quanta fede e quanto amore nutre per quel Dio-bambino venuto tra noi, per noi…!
Per il suo desiderio ardente, san Francesco riesce a rievocare l’umile ‘Presepe di Betlemme’ con l’aiuto dei semplici paesani di Greccio e, con la forza della fede, ricreare un clima di profonda commozione, tanto che la presenza del Bambino diventa per tutti i presenti quasi “visibile” e “toccabile”.
Seguendo l’esempio di san Francesco anche noi annualmente continuiamo a preparare con cura il presepe, vogliamo vedere ed entrare in contatto con la vita di Gesù, di Maria e Giuseppe,.. dare un posto nel quotidiano ai pastori, ai magi, agli angeli,... regolare l’alternarsi dei giorni e delle notti...
Quando il nostro cuore si fa ricolmo della Sua Presenza e del Suo Amore, i nostri occhi sanno riconoscerlo anche nella storia della ‘nostra Betlemme’ quotidiana.
In questo Santo Natale invochiamo per noi e per tutti, il dono di occhi limpidi, purificati dalla fede e dall’amore che possano scorgere i tanti ‘luoghi’ attorno a noi dove Gesù continua a venire, e instancabilmente ci chiede di accoglierlo… a partire dalle nostre fraternità, dalla Chiesa e dalle persone con cui viviamo e lavoriamo.
L’incontro e la contemplazione del Bambino Gesù, il sentirsi partecipi del presepe, faccia esplodere in noi la gioia, come nei paesani di Greccio, “…ciascuno tornò a casa sua pieno di ineffabile gioia”, come anche nei pastori che “se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto..” (Lc 2,18 e 20). E così sapremo raccontare con gioia di aver incontrato Gesù nella nostra storia, sapremo contagiare con semplicità e letizia chi ci vive accanto, e trasformare i nostri ‘luoghi’ fraterni ed apostolici in ‘Betlemme’.
Da qui, dal Presepe, rimettiamoci in cammino insieme, con gioia, per portare fiducia, pace, speranza al mondo intero, rinate dall’intimità di un incontro con il Povero e con i poveri.
Per ciascuna di voi tutte, sorelle, invoco la benedizione del Bambino Gesù e la protezione di Maria e Giuseppe. Con tanto affetto vi auguro
Buon Natale e un Anno Nuovo ricco di Grazia!
Sr. Paola Dotto
Superiora generale
La nostra parrocchia Arcadia in Quito, per la preparazione della novena alla vergine Maria “Nostra Signora della Mercede” ha indossato un abito di festa, per esprimere meglio la sua partecipazione come comunità parrocchiale nelle sue varie distinzioni.
La comunità Educante “San Francesco”, l’ottavo giorno della novena, 21 settembre, si raccoglie dietro l’immagine della Madonna, sorretta da fervorosi giovani e, dalle porte spalancate, tra canti e preghiere, si snoda la lunga processione composta da studenti, suore, insegnati e genitori.
Tutti i parrocchiani si raccolgono in chiesa e recitano con grande fervore il rosario, scandendo con devozione, ogni Ave Maria. Ad ogni decina, si alternano gruppetti di bambini, recando in mano una splendida rosa rossa, che si dirigono verso la statua della Madre Celeste, ai piedi della quale ognuno depone, a nome di tutti, il suo omaggio floreale.
La celebrazione Eucaristica è rimasta particolarmente incisa per l’omelia proposta dal Parroco p. Yanan Gomez. Egli, con grande enfasi, rivolgendosi in particolare ai genitori, li ha richiamati, in coerenza alla loro fede, a mettere Dio al centro della loro vita; ricorda loro anche la grande responsabilità di educare ed accompagnare i loro figli nella fede, dando per primi l’esempio tangibile, nell’ascolto della Parola di Dio, nella vita sacramentale e nella vita di preghiera. “Siate fieri di essere collaboratori di Dio- ripeteva il sacerdote- Questo è il compito che Dio vi ha affidato!”.
Il sacerdote ha posto in risalto le due comunità, educante e parrocchiale, presentandole quali ambienti di supporto ai valori imparati, vissuti e testimoniati in famiglia. Nella misura in cui ogni individuo corrisponde al suo ruolo, possiamo camminare tutti insieme verso il Signore, come figli amati da Dio e coerenti testimoni di Lui.
Lodiamo e ringraziamo il Signore per tutti i segni meravigliosi offerti dalla sua Provvidenza!
Suor Alejandra Vallejos
Noi, Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore, lodiamo e benediciamo il Signore per il dono che ci ha concesso di condividere il dono della fede, di essere dono gratuito per i fratelli e di questi 10 anni di presenza viva in Grotte di Castro, paese natale del nostro caro e amato padre Fondatore venerabile Gregorio Fioravanti o.f.m.
Il vescovo Emerito Lorenzo Chiarinelli, ci ha fatto arrivare, tramite Don Tancredi Muccioli, parroco di Grotte di Castro, il seguente messaggio:
“La memoria di avvenimenti felici dilata il cuore ed è fonte di nuova speranza. La venuta delle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore, dieci anni or sono, sotto il manto della Madonna del Suffragio celebrata nel solenne decennale, fu ed è grazia e benedizione per la parrocchia di Grotte di Castro, oggi, come allora, con voi ne ringrazio anche il venerabile Gregorio Fioravanti, cittadino di Grotte di Castro, per la sua protezione paterna e auguro alla comunità delle care suore e alla Chiesa tutta che il suo cammino di canonizzazione proceda spedito. […] Invoco ogni divina benedizione sulle suore. Bene prezioso per la vita pastorale, e su tutta la comunità parrocchiale, come pure su tutte le istituzioni civili e sociali.
Il vostro vescovo emerito, in comunione con il vescovo Lino e tutta la cara Diocesi di Viterbo, vi porta nel cuore e vi prega ogni bene per ciascuno e per tutti, invocando la intercessione della Madonna del Suffragio”.
La comunità di Grotte di Castro

RINNOVO DELLE PROMESSE, COMUNITÀ DEI LAICI ASSOCIATI ALLA CONGREGAZIONE DELLE
SUORE FRANCESCANE MISSIONARIE DEL SACRO CUORE.
Comunità: San Francesco - Santa Clara
Noi, le comunità dei laici associati alla Congregazione delle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore, con grande gioia ed in un ambiente familiare, nel mese di ottobre 2018, abbiamo vissuto una bella giornata di ritiro spirituale, dove abbiamo avuto l'opportunità di rinnovare le promesse come laici associati, impegnati nella Congregazione FMSC.
In questo giorno, noi laici associati, pur avendo tempi diversi di formazione e di crescita nella fede, siamo stati in grado di condividere il carisma francescano, e alla fine della giornata con molta gioia abbiamo potuto constatare che lo spirito di vocazione e di servizio missionario ci unisce più che mai.
Durante la giornata di ritiro, le diverse attività svolte e condivise fra tutti, ci hanno offerto la possibilità di crescere. Siamo stati in grado di parlare, come laici associati, della realtà di ciò che accade nella chiesa cilena. La condivisione ci ha dato la opportunità di esprimerci di maniera critica, da un lato, ma anche ricca di speranza. Siamo consapevoli che ci sono dei religiosi che non hanno perso il cammino e che insieme a loro come comunità francescana dobbiamo continuare a lavorare, affinché tutte le chiese domestiche (famiglie) presenti nelle nostre scuole non si sentano smarrite. Questo, per noi laici Associati alle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore, è un tempo di vera SFIDA.
Inoltre, abbiamo riflettuto sulla centralità della vita laicale, che è fondata nella “esperienza di Dio in noi” come suo popolo. Ci siamo soffermati a riflettere su diversi concetti che, anche se sappiamo che dovrebbero essere nel nostro cammino, a volte dimentichiamo:
- Smettere il giudizio
- Sia fatta la Sua Volontà
- La vera conversione richiede la ricerca dell’identità cristiana
- Essere accoglienti con il prossimo
- La misericordia al di sopra della legge
Uno dei momenti più intensi della giornata, ispirato dalla Fondatrice della Congregazione, è stato la contemplazione e la Passione della Croce.
Alla fine della giornata e in una sentita celebrazione eucaristica, abbiamo avuto l'opportunità di rinnovare le nostre promesse, e altri fratelli le hanno fatte per la prima volta. Insieme alla Superiora provinciale che ci ha accompagnato in questo momento importante, con gioia ed entusiasmo, abbiamo ringraziato Dio per la benedizione che è stata per noi conoscere la Congregazione e condividere il suo carisma.
Ringraziamo, come laici associati alla Congregazione, per l'opportunità di camminare e crescere insieme, imparando gli uni dagli altri e condividendo i bisogni delle comunità dei laici e della Congregazione.
Pace e Bene.
XIII CORSO DI FORMAZIONE PERMANENTE
AL DIALOGO ECUMENICO E INTERRELIGIOSO
NELLA MISSIONE FRANCESCANA
Istanbul 15 – 28 ottobre 2018
Durante il passato ottobre (2018) le suore FMSC hanno partecipato, come è ormai consuetudine, al corso di formazione permanente sul tema Dialogo Ecumenico e Interreligioso, organizzato a Istanbul dai padri Minori. In questa circostanza è stata signicativa la presenza delle nostre suore provenienti da varie comunità: Sr Antonia Piripitsi e Sr Svetla Zekova da Cipro, Sr Toline Podja dall’Albania; Sr Zita Gutang e Sr Gigimol Sebastian da Büyükada (Turchia).
Al corso hanno partecipato pure vari frati dell’Ordine OFM, giunti da altri Paesi, quali Congo, Italia, Bosnia, Giordania. Erano presenti anche alcuni laici italiani.
Ci è gradito condividere alcune idee che riteniamo utili per la nostra riflessione, che deduciamo dalla cronaca stesa dalle sorelle partecipanti. Si riscontra con gioia che la loro esperienza è stata particolarmente incisiva e ha colpito la sensibilità delle suore, anche per il fatto di aver avuto l’opportunità di conoscere i luoghi e i servizi aperti già agli albori della nostra fondazione Missionaria in Oriente. L’emozione fu grande anche per il pensiero che le ha indotte a ricordare le prime eroiche sorelle delle origini, per le quali si è premurato con tanta dedizione il nostro Fondatore, Venerabile P. Gregorio Fioravante dalle Grotte di Castro OFM, con il sostegno solidale della Superiora generale, pro tempore, Madre Angela dell’Angelo.
Ci si può domandare: “Perché ad Istanbul?”. Sì, proprio ad Istanbul, o meglio per noi, a Costantinopoli, come la città è chiamata, cioè: il nido dei popoli, la città delle città, la regina dei regni, il cuore del mondo e della multiculturalità, delle tradizioni e della storia cristiana.
Essendo il 14 ottobre, giorno stabilito per gli arrivi in vista del corso menzionato, noi suore, arrivate da Cipro la viglia, ansiose di visitare la nostra casa di Büyükada, abbiamo approfittato del tempo per sperimentare non solo dei momenti fraterni con le sorelle della comunità, ma anche per richiamarci la vicenda apostolica della nostra provincia. Fu così che il mattino successivo, tutti insieme, da Istanbul abbiamo preso il traghetto diretto verso l’isola di Büyükada, dove ci aspettava Sr. Miriam. Giunti al luogo, dopo aver visitato con gioia la nunziatura e la nostra casa, abbiamo compiuto il giro dell’isola, “in carrozza”.
In questo significativo percorso non poteva mancare la visita alle nostre tre sorelle defunte. Verso sera, di nuovo in traghetto, siamo ritornate a Istanbul, felicissime ed entusiaste della giornata trascorsa in fraternità.
Gli incontri, come stabiliti, prevedevano quattro grandi tematiche, da svolgersi con precisione e, secondo l‘ordine d’importanza, come segue:
- ‘In dialogo’, perché?
- Tra passato e presente;
- Uno sguardo al futuro;
- Dialogo interreligioso ed ecumenico.
- E. Mons. Ruben Tierrablanca ofm., Vicario Apostolico di Istanbul, diede inizio alle conferenze, con il tema: Fondamenti antropologici del Dialogo. L’oratore ha dimostrato che l’importanza del corso sta nel fare un’esperienza comune, nella quale, più si conosce, più si apre la nostra mente e la persona si arricchisce, e più si interessa alle diversità. Contemporaneamente si “cresce nella conoscenza della propria identità, s’impara a condividere i valori della propria cultura e a domandarsi quali siano i pregi e i limiti delle nostre realtà. Si tratta di essere aperti ai valori dell’altro e di scoprire la diversità culturale e religiosa nel nostro mondo”.
S.E. ha esortato ad instaurare un dialogo sincero nella vita quotidiana, iniziando dalla propria fraternità, dove ognuno impara ad accettare l’altro, il diverso, riconoscendo che “l’origine della vita di ogni persona è Dio. In Lui ogni essere umano trova la propria dignità e la ragione della sua costante ricerca della verità, come fondamento della sua speranza”.
Riprende la parola S. E. Mons. Dimitrios Salahas, Esarca Apostolico, con il tema “Le chiese cattoliche in piena comunione con la Sede Apostolica”. S. E. dimostra che l’importanza delle chiese orientali e occidentali, sta nel fatto che “godono di pari dignità, così che nessuna di loro prevale sull’altra per ragione del rito, godendo tutte degli stessi diritti, tutte tenute agli stessi obblighi, anche per quanto riguarda la predicazione del vangelo in tutto il mondo, sotto la direzione del Romano Pontefice. Di conseguenza la Chiesa di Cristo non è né occidentale né orientale, ma cattolica e universale”.
A trattare il dialogo con le chiese della riforma ha preso la parola il Pastore della comunità evangelica luterana di Venezia, Bernd Prigge. Egli spiega che per arrivare ad un ecumenismo costruttivo occorre applicare nel dialogo cinque imperativi, quali:
E’ dovere dei Cattolici e dei Luterani:
- Partire sempre dalla prospettiva dell’unità e non dal punto di vista della divisione, al fine di rafforzare ciò che hanno in comune;
- Lasciarsi continuamente trasformare dall’incontro con l’altro e dalla reciproca testimonianza di fede;
- Impegnarsi sempre a ricercare l’unità visibile, a elaborare e sviluppare insieme ciò che questo comporta, come passi concreti, per tendere costantemente verso l’obiettivo;
- Riscoprire la potenza del Vangelo di Gesù Cristo, per il nostro tempo;
- Rendere, nell’annuncio del Vangelo e nel servizio al mondo, testimonianza pubblica della misericordia di Dio.
Interessante anche il contributo di Fr. Eleuthére Makuta, ofm, il quale, dal suo canto, ha offerto una panoramica intorno al concetto di “dialogo”, secondo la spiritualità francescana. Durante la spiegazione del termine “dialogo” egli ha sottolineato l’importanza della disponibilità di stessi, mediante: lo sguardo, la parola, l’ascolto, l’accoglienza dell’altro, così come egli è, nel pensare e nell’agire. Questa riflessione dovrebbe prima di tutto tradursi nel vivere in fraternità, che è un dono di Dio; spazio nel quale possiamo contagiarci l’un l’altro, con la testimonianza di vita. Fare conoscenza di sé stessi per accettare l’altro nella sua verità di uomo in ricerca. La scienza del dialogo in quanto tale è in sostanza quanto voleva trasmetterci il nostro serafico padre San Francesco.
Grazie, Signore, per averci inserite come germoglio nella grande famiglia francescana, nella quale ci è consentito di seguire l’esempio di Francesco “uomo cattolico ed ecumenico” per renderci noi pure persone ecumeniche, capaci di dialogare e di testimoniare il tuo amore e la tua pace!
Sr Antonia Piripitsi e Sr Svetla Zekova

