Celebrazione Giubilare dei Missionari a Cusco:
Lo scorso sabato 26 aprile, la Basilica Cattedrale di Cusco è stata scenario di una emotiva e fervente celebrazione in occasione della Messa Giubilare dei Missionari. La Santa Eucaristia è stata presieduta da Sua Eccellenza Mons. Richard Daniel Alarcón Urrutia, Arcivescovo Metropolitano di Cusco, e concelebrata dal Pbro. Daniel Palomino Sánchez, Direttore delle Opere Missionarie Pontificie (OMP), insieme ai membri della Commissione Arcidiocesana dell'Infanzia Missionaria.
Questo significativo evento ha visto la partecipazione di numerosi fedeli: bambini, giovani, studenti, insegnanti e famiglie, che hanno partecipato con grande fervore missionario per vivere questa giornata di incontro con Cristo risorto. Erano presenti delegazioni di diversi collegi e parrocchie del Cusco, tra cui i bambini dell'Infanzia Missionaria della Parrocchia Nostra Signora del Carmen della Margen Derecha, che hanno partecipato con entusiasmo accompagnati dalle loro referenti, Suor Blanca Herrera e Suor Consuelo Borda, così come dai loro genitori, aderendo così allo spirito di comunione e missione.
Durante l'omelia, Mons. Richard ha ricordato che la missione della Chiesa -e di ogni battezzato- è annunciare la risurrezione del Signore, rendendo viva la presenza di Cristo in mezzo al mondo. In un momento particolarmente emozionante, ci ha ricordato con profondo rispetto e gratitudine la recente partenza al cielo del Santo Padre, ci ha detto, che sta per dimenticare le caratteristiche proprie di Papa Francesco, con quel senso latinoamericano, che ci ha lasciato la sfida del futuro, “l'impegno", ci ha lasciato una chiesa in cammino, ci ha anche ricordato il senso della sinodalità, dove tutti insieme facciamo la chiesa cattolica. Il suo impegno instancabile verso i più piccoli come veri protagonisti della missione rimane vivo come un'eredità che ci spinge a continuare la sua opera con rinnovata speranza.
Al termine della Santa Messa, e nel quadro dell'Anno Giubilare, l'Arcivescovo ha impartito la Benedizione Apostolica con Indulgenza Plenaria a tutti i presenti, come espressione dell'amore misericordioso di Dio in questo tempo di grazia.
La giornata si è conclusa con un incontro fraterno nella piazza, dove i bambini hanno cantato con gioia l'Inno del Giubileo. Poi, abbiamo condiviso un rinfresco in un ambiente di comunità e speranza, riaffermando il nostro impegno a rimanere pellegrini della speranza, testimoni del Vangelo e seminatori di gioia nel mondo.
Nell'ambito del cammino sinodale della Chiesa e in preparazione al Giubileo 2025, con il motto Pellegrini della Speranza, oggi 5 aprile 2025 le alunne della Pastorale del Collegio Madre Cecelia Lazzeri si sono incontrati con Suor Crescence Mbezele, delegata della Pastorale Vocazionale, per riflettere sul tema "Sì alla vita". Questa attività si iscrive nel desiderio di camminare insieme come Chiesa, ascoltando, dialogando e discernendo i segni dei tempi dallo sguardo giovanile.
La riflessione ha ruotato attorno a una posizione fondamentale della Chiesa cattolica: il rispetto e la difesa della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale. Le giovani donne hanno condiviso i loro pensieri e le loro preoccupazioni in un dialogo aperto e arricchente. Sono emerse diverse prospettive che hanno rivelato preoccupazioni proprie della loro vita, come la ricerca di significato, l'anelito di pienezza, il desiderio di contribuire a un mondo migliore e la tensione tra le aspettative di successo e l'incertezza del futuro.
Suor Crescence ha sottolineato che la vita è un diritto inviolabile e ha ricordato che l'aborto viola questo principio fondamentale. Ha ribadito che questi spazi di incontro cercano di rafforzare l'impegno per i valori evangelici e incoraggiare le giovani ad essere voce profetica in mezzo al mondo, specialmente in difesa di coloro che non possono farsi sentire.
Con queste iniziative, il Collegio Madre Cecelia Lazzeri si unisce al cammino di tutta la Chiesa, incoraggiando i suoi giovani a vivere con speranza, fede e coraggio la tappa che spetta loro.
Giubileo 2025 Pellegrini della Speranza.
In questo contesto giubilare le sorelle della Provincia Latinoamericana camminano con la Chiesa.
Con profondo raccoglimento e in un'atmosfera di gratitudine, il Collegio Santa Maria de Los Angeles ha celebrato lo scorso 28 aprile una solenne Eucaristia in occasione dell'inizio delle commemorazioni per i 75 anni di presenza della nostra Congregazione in Cile e i 164 anni della sua fondazione.
Quest'anno, la commemorazione è stata segnata da un momento di particolare significato: la recente partenza per la Casa del Padre di Sua Santità Papa Francesco. Nel rispetto e nella comunione con tutta la Chiesa, sono state sospese le attività festive programmate, dando priorità ad un atto liturgico di preghiera e riflessione.
L'Eucaristia, presieduta da fra Nicolás Alfaro, è stato un momento di incontro spirituale in cui ricordiamo con emozione e gratitudine l'arrivo delle prime cinque suore missionarie dall'Italia in terre cilene. Attraverso la loro testimonianza silenziosa e feconda, esse hanno seminato il seme di un'eredità che oggi continua a dare frutti in tanti spazi di evangelizzazione, educazione e servizio.
Ringraziamo di cuore coloro che hanno accompagnato questa celebrazione: professori, delegati, studenti, e specialmente i gruppi pastorali che hanno dato vita alla liturgia con profondo impegno: la Pastorale dei Delegati, la Pastorale Giovanile, Francescana, Pre-matrimonio, Infanzia Missionaria, Cresima, Catechesi Familiare, Laici Associati e il coro infantile "Santa Clara", che con i loro canti hanno innalzato la nostra preghiera comunitaria.
Ricordiamo così non solo una data, ma una storia viva di dedizione, fede e missione. Ringraziamo per l'instancabile lavoro delle nostre suore in Cile e nel nostro collegio, e chiediamo a Dio di continuare a guidare con speranza il cammino della nostra Congregazione.
Lo scorso 29 marzo, una ventina di membri della Legione di Maria, accompagnati da suor Gisèle BELLA e dal nuovo parroco padre ARSENE della parrocchia del Sacro Cuore di Niem/ Diocesi di Bouar nella Repubblica Centrafricana hanno preso la strada per il pellegrinaggio. Erano le 5 del mattino quando la suora prese il volante per percorrere 65 km al fine di ottenere le grazie attraverso l'ottenimento dell'indulgenza plenaria nella cattedrale della nostra Signora della pace di Bouar. Lungo la strada, nonostante le forti scosse, il gruppo ha recitato il rosario fino all'ingresso della città, quasi 4 km prima e ha lasciato il veicolo al convento dei padri Betheramiti di cui il parroco è confratello. Abbiamo così proseguito il nostro itinerario a piedi, recitando sempre i vari misteri del rosario per raggiungere il luogo santo: la cattedrale. Al nostro arrivo abbiamo trovato una presenza massiccia dei giovani dei tre seminari di Bouar, vale a dire quello dei cappuccini, dei carmelitani scalzi e il piccolo seminario diocesano. Dopo la tappa della marcia di preghiera, c’è stata quella delle confessioni individuali aperte a tutti i pellegrini. Dopo questo particolare momento del ritorno al Padre con la riconciliazione dei nostri peccati in vista del perdono è seguita la santa messa celebrata dall'ordinario del luogo Monsignor MIRECK GUCWA e da dieci sacerdoti, la maggior parte dei quali è formatore di detti seminari.
Nell'omelia, il vescovo ha esortato i pellegrini ad essere segni e testimoni di speranza in mezzo ai miscredenti e alle persone vulnerabili per essere strumenti di vera conversione per loro e per la nostra stessa salvezza. Rivolgendosi ai legionari venuti da Niem, li ha esortati ad essere non solo segni di speranza ma anche luci che illuminano in seno alle loro famiglie e là dove c'è l'ombra della morte dovuta all'instabilità della guerra in cui alcuni sfollati vivono lontani dai loro villaggi e dai loro campi... Al termine della messa, i pellegrini hanno fatto le foto ricordo con i loro pastori e il gruppo venuto da Niem ha continuato il suo pellegrinaggio con un tempo forte di adorazione al Santissimo Sacramento accompagnato dal parroco della cattedrale Mr l'Abbé Christophe, Fidei-donum , polacco di origine. Come ultima tappa della giornata il gruppo è andato al presbiterio su invito di Mr l'abbé Christophe dove abbiamo condiviso i nostri snack con succhi offerti dall'abate. Erano le 3 del pomeriggio quando abbiamo ripreso il cammino di ritorno. Per la lode di Dio.
GIUBILEO DELLA SPERANZA: “VARCARE LA SOGLIA!”
Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi alle tue porte, Gerusalemme! (Sal. 122 (121)
All’inizio dell’Avvento la Diocesi di Assisi, Nocera Umbra, Gualdotadino, aveva fatto pervenire ad ogni parrocchia un segno da posizionare in Chiesa come indicazione dell’anno giubilare: una Porta aperta con la scritta “Pellegrini di Speranza”.
Un segno chiaro e indicativo. Sì, la porta segna un passaggio da un ambiente ad un altro e quindi la volontà di entrare in una realtà nuova. “… passare per la porta è riconoscere la propria condizione di viatores, di pellegrini incamminati verso la casa del Padre…”(R. Guardini) e Gesù ci ripete: “Io sono la porta, se uno entra attraverso di me sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. (Gv.,7-9).
Così già introdotti in questa realtà, dopo Natale è stato facile accogliere l’invito del nostro nuovo parroco don Alessandro Picchiarelli che invitava l’unità pastorale di S. Rufino (Cattedrale e Parrocchie di S. Vitale, Costa di Trex e S. Maria di Lignano, Ponziano e S. Anna) ad un pelle-grinaggio, a Roma, verso la porta Santa di S. Maria Maggiore e S. Pietro.
L’adesione è stata più che soddisfacente al punto di bloccare le iscrizioni perché superavano il consentito.
Così n. 4 pullman, il 15 marzo, sono partiti da Assisi verso Roma, “pellegrini di speranza”, con l’impegno di accogliere il dono della grazia e, attraversata la “Porta Santa”, iniziare un nuovo cammino più coerente e impegnato.
La nostra Comunità religiosa al completo, (Sr. Rosangela Bregani, Sr. Chiaremilia Lavatori, Sr. Marisa Vanin, Sr. Pascaline Edzimbi) da subito ha aderito all’ini-ziativa tenendo fisso il valore che “insieme”, comunita-riamente, sostenendoci a vicenda, sarebbe stato più facile “camminare nella Speranza”.
Tutti i partecipanti sono stati concordi nell’af-fermare che il nostro è stato veramente un pellegrinaggio sia nella disposizione del cuore che nei vari momenti della giornata seminati anche dalla fatica del cammino e da un traffico inimmaginabile che dalle ore 7.00 del mattino ci ha fatto arrivare alle ore 11.00 a S. Maria Maggiore prima tappa del nostro pellegrinaggio.
Don Alessandro, in questa giornata, mandando un suo messaggio ai partecipanti così si esprimeva:
“Un popolo in cammino dietro la croce!
Una giornata di grazia per tutti i 170 partecipanti in unione con Don Cesare che dal cielo ci ha accompagnato.”
Attraversata la porta Santa di S. Maria Maggiore, dopo una visita breve alla basilica, ci orientiamo verso la cappella della Madonna: “Salus Populi Romani”, per la celebrazione delle ore 12.00.
Attorno all’altare di Maria, raccolti in preghiera, Don Alessandro ci ha ricordato il “Don” che ci ha lasciato soltanto 4 mesi fa, stroncato da un tumore a soli 62 anni, l’affetto, la riconoscenza, la commozione ci ha uniti nella preghiera come una grande famiglia, attorno all’altare.
Coincidenza!!!: oggi è la memoria di S. Cesare vescovo e per caso il nostro gruppo condivide l’Eucarestia con una parrocchia di Bergamo (città di Don Cesare), tutto ci fa sentire profondamente uniti attorno al nostro Pastore.
Dopo la foto di gruppo, partiamo alla volta di S. Pietro per il pranzo al sacco e verso le ore 15.30, in fondo a Via della Conciliazione, per il pellegrinaggio dietro la Croce verso la Porta Santa.
Nessuno avrebbe mai immaginato uno spettacolo simile!!!... Guardando verso la Basilica si vedevano soltanto una infinità di teste che dal fondo di Via della Conciliazione arrivavano all’ ingresso della porta Santa… quando saremmo potuti entrare??? … Però tutto era previsto e organizzato perché ogni gruppo aveva il suo orario e il suo percorso. Così guidati dai volontari, dietro la croce, pregando lungo il percorso, abbiamo varcato la soglia della “Porta Santa” in S. Pietro!!!
Ritorniamo a casa stanchissimi, ma con il cuore pieno di emozioni, di propositi di riconoscenza, di speranza nel voler concretizzare il grande dono di grazia ricevuto.
Così ora comincia il “pellegrinaggio della Speranza” … nella vita concreta di ogni giorno!
(Spes non confundit) … “Da questo intreccio di speranza e pazienza appare chiaro come la vita cristiana sia un cammino, che ha bisogno anche di momenti forti per nutrire e irrobustire la Speranza, insostituibile compagna che fa intravvedere la meta: l’incontro con il Signore Gesù.
Le suore della comunità “SS. Regina delle Rose” - Viole - Assisi

