Con questo slogan la provincia Saint Francis negli Stati Uniti ha celebrato i 150 anni dall’arrivo delle prime suore in terra americana. Dal 5 dicembre 2014 al 5 dicembre 2015 varie sono state le attività organizzate per celebrare questo evento così importante per la Provincia e per l’intera congregazione di noi, Francescane Missionarie del Sacro Cuore.
La Celebrazione di chiusura si è tenuta il 5 dicembre con una Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Cardinale di New York, arcivescovo Timothy Dolan e concelebrata da molti altri sacerdoti.
Per l’importante ed unica occasione anche la superiora generale Sr. Paola Dotto, il Consiglio generale e 5 superiore Provinciali si sono unite alle sorelle della Provincia Saint Francis non solo spiritualmente ma con la loro presenza donando all’evento ancor più gioia e solennità.
La Celebrazione Eucaristica è stata espressione di un grande ringraziamento al Signore per tutto quello che Egli ha compiuto in questa realtà nei 150 di presenza. Il cardinale Timothy Dolan, con la sua semplicità e la sua gioia, veramente francescana, ha coinvolto i presenti rendendoli parte dell’Opera del Signore compiuta con le Suore Francescane del Sacro Cuore. La sua omelia si è incentrata sulla spiegazione del titolo della Congregazione: Francescane- Missionarie- del Sacro Cuore, delineandone con poche frasi, quasi come delle pennellate, l’identità.
Un’identità che le prime sorelle avevano chiara e che hanno vissuto con fede, coraggio e amore generoso.
Ha, inoltre, espresso tutta la sua gratitudine alle suore per quanto hanno fatto e fanno, per quello che sono state e sono per l’arcidiocesi di New York e per la Chiesa in America.
I canti del coro della parrocchia “Holy Spirit” hanno fatto riecheggiare la bella Chiesa non solo di suoni e parole ma anche di sentimenti ed emozioni. Il canto di ingresso, composto e musicato da Sr. Helen Marie, FMSC intendeva esprimere quello che era racchiuso nel cuore di tutti:
“In questo giorno di giubilo, Signore veniamo con i cuori ricolmi di gioia,
per ricevere le tante benedizioni che la tua Grazia ci dona.
O Signore, veniamo in atteggiamento di umile adorazione e ti chiediamo
di benedire tutti noi riuniti in questo luogo santo…”
La celebrazione è continuata poi nel refettorio della Comunità, dove vari “riconoscimenti di apprezzamento” sono stati dati alle nostre suore dalle autorità religiose e civili. Veramente si può dire “una storia benedetta…” che comunque apre il cuore, nella Fede e nella Speranza, ad un Futuro sempre abitato dalla Grazia del Signore e da Lui preparato e guidato!
Sr. Laura Morgan, superiora Provinciale aveva organizzato altri momenti importanti per la Superiora generale, il Consiglio e le Superiore Provinciali presenti. Il giorno 7 dicembre è stata molto emozionante la visita alla Chiesa di Saint Francis of Assisi nella via West 31 in Manhattan, dove sono arrivate le prime tre sorelle: Sr. Gertrude, Sr. Pellegrina, Sr. Costanza. Il superiore della comunità dei frati minori ci ha accolte con vera fraternità e ci ha guidate per farci conoscere la Chiesa, gli ambienti e anche le loro attività attuali.
In quella parrocchia le nostre prime tre sorelle nel lontano dicembre 1865 si sono subito dedicate all’educazione dei bambini nella scuola, alla visita delle famiglie e degli ammalati e sempre aperte alle varie necessità di coloro che erano più bisognosi di attenzione, di amore, di sperimentare la Presenza del Signore.
Passando da un ambiente all’altro, ormai tutto trasformato dalle varie ristrutturazioni e cambiamenti, si poteva immaginare, quasi percepire lì la loro presenza e, nella fede, la gioia di vedere visitato il luogo della loro prima missione!!
Il pellegrinaggio è poi continuato nella cattedrale di New York dedicata a Saint Patrick. Una Chiesa che si innalza con tutta la sua struttura gotica e che fa percepire la grandezza della Fede nell’Onnipotenza di Dio e nella Sua Forza e Bellezza.
Molto bella è stata anche la giornata dedicata alla visita delle due Comunità nello Stato del New Jersey. La Comunità dipendente dalla superiora generale: “Our Lady of Libera”, dedita in modo specifico ad essere testimonianza di vita fraterna, di preghiera con l’impegno dell’evangelizzazione in parrocchia e tra i più poveri e aperta all’accoglienza per coloro che desiderano fare discernimento vocazionale.
La Comunità “St. Joseph” nella zona di Fairview, che fa parte della Provincia Saint Francis, dedicata a servire ed aiutare i più poveri soprattutto gli immigranti nel loro difficile processo di inserimento e di adattamento.
Il giorno 9 dicembre è stato invece tutto dedicato alle sorelle anziane ed ammalate. La loro testimonianza e la loro vita di donazione al Signore, chiaramente manifestata nella fragilità del corpo umano ma anche nella vivacità dello sguardo e nelle emozioni della voce, ha donato a tutte motivo per lodare il Signore e per riflettere sulla fedeltà e sulla nostra consacrazione.
Per tutto quello che il Signore ha compiuto e continua a compiere, rendiamo a Lui ogni Lode, ogni Gloria ed ogni onore continuando, con fede, ad affidare il cammino futuro di questa prima missione della nostra Famiglia Religiosa.
Santo Natale 2015
"In Lui è apparsa la grazia, la misericordia,
la tenerezza del Padre:
Gesù è l'Amore fattosi carne!"
(Papa Francesco)
Con profondo desiderio di bene auguriamo a ciascuno di voi un Santo Natale vissuto con la determinazione semplice e concreta dei pastori e con la gioia dell’incontro con Gesù, con Maria e Giuseppe per una vita nuova.
A ciascuno di voi auguriamo con affetto un Santo Natale e un sereno Anno 2016
Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore
11 novembre 2015
Istanbul - A un anno dalla visita di Papa Francesco e nel segno dell’ecumenismo anche la cattedrale dello Spirito Santo ha aperto la sua porta santa, dove martedì 8 dicembre, numerosi fedeli hanno attraversato con le fiaccole in mano la porta centrale della chiesa. La stessa porta santa per tutti i cattolici: armeni, siriaci, caldei e di rito latino. Tutti insieme perché l’unità della Chiesa sia visibile, come ha chiesto il Papa.
Anche le nostre sorelle della comunità Sant’Antonio di Büyükada erano presente alla celebrazione: Sr Zita, Sr Gigimol e Sr Miriam.
«È un segno importante — spiega il francescano padre Anton Bulai, segretario generale della Conferenza episcopale turca — perché significa tornare a riunirsi dove abbiamo celebrato insieme, facendo unità nello Spirito Santo». All’apertura della porta santa a Istanbul sono stati invitati anche i cristiani ortodossi, «per farli partecipi — ha ricordato padre Bulai — di questo evento della Chiesa cattolica».
Preghiera del Giubileo tradotta anche in turco
Per tutta la durata dell’anno santo (dall’8 dicembre fino al 20 novembre del 2016) i gruppi e le comunità parrocchiali di Istanbul si organizzeranno per il passaggio della porta santa nella cattedrale, dove troveranno la preghiera del giubileo che è stata tradotta in turco. «In una città cosmopolita come Istanbul — sottolinea il segretario generale della Conferenza episcopale turca — anche gli ospiti e i turisti potranno, se vorranno, passare attraverso la porta santa e trovare qui la possibilità di pregare nella propria lingua».
Avviare riflessione comune con i musulmani sulla misericordia
I cattolici in Turchia sono una piccola parte di un insieme di cristiani che comprende tra le centomila e le centocinquantamila persone, cioè appena lo 0,15 per cento della popolazione. «L’anno santo — conclude padre Anton Bulai — deve essere quindi l’occasione per poter avviare una riflessione comune con i musulmani sul concetto di misericordia. L’islam, così come il cristianesimo, conosce Dio misericordioso e questa attitudine deve esprimersi anche nei nostri rapporti interpersonali».
(Fonte: @L’Osservatore Romano)
“Educare oggi e domani.
Una passione che si rinnova”
La Congregazione per l’Educazione Cattolica ha voluto celebrare il cinquantesimo anniversario della Dichiarazione del Concilio Vaticano II “Gravissimum educationis” e il venticinquesimo anniversario della Costituzione Apostolica “Ex corde Ecclesiae” attraverso questo Congresso Mondiale sviluppato in quattro giorni, dal 18 al 21 novembre 2015.
Sono numerosi i partecipanti a questo Congresso, più di sette mila, tra vescovi, rettori dell’università, giuristi e rappresentanza degli Istituti educativi cattolici, sparsi nel mondo intero. In rappresentanza delle nostre scuole erano presenti la Consigliera generale, Suor Bernarda Alvarez e la Segretaria, Suor Augusta Visentin.
Straordinaria e opportuna l’occasione di questo Congresso, per rivedere l’organizzazione educativa cattolica, le sue competenze, le nuove sfide, le qualità dei valori umani, la realtà di presenza e accoglienza in essa, le le proposte di fede e di accompagnamento pastorale e conoscenza aperta ai valori trascendenti.
La sessione inaugurale è iniziata nell’ Aula Paolo VI, con il saluto del Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, sua Em.Rev.ma, Cardinale Giuseppe Velsaldi e la presentazione del programma del Congresso, da parte dell’arcivescovo, Mons. Vincenzo Zani.
Nella prima sessione sono state presentate le testimonianze di personalità coinvolte nella missione educativa. Con sguardo globale si riflette sul contributo che ha dato l’Educazione Cattolica fino d’oggi, e come dovrà svolgersi entro questi 30 anni, di fronte ai rapidi cambiamenti, che richiedono un rinnovamento di proposte formative capaci di trasformare la realtà in un contesto multiculturale e multi-religioso.
Presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo si sono svolte le sessione centrale, suddivise a loro volta in tre sessioni: l’università, la scuola e le tematiche giuridiche nell’educazione.
Le tematiche relative ai due documenti del Magistero ed alle risposte emerse dall’Instrumentum Laboris “Educare oggi e domani. Una passione che si rinnova”, vertono su quattro pilastri di base: L’identità e la missione delle istituzioni cattoliche, i soggetti dell’ educazione, la formazione dei formatori e le prospettive educative.
Le istituzioni cattoliche, di fronte alle nuove sfide, vedono urgente ridefinire la propria identità, rinnovando la propria missione e la necessità di una grande alleanza tra i genitori e tutti gli educatori nell’essere comunità educative che propongono una realtà ricca di senso, aperta a Dio, agli altri e al mondo, perché l’educazione non è soltanto conoscenza, ma anche esperienza relazionale, affettiva emozionale ed etica: saper fare e sapere ciò che vogliamo fare, osare trasformare la società e servire il mondo.
Si deve stare in dialogo costante per rinnovare l’educazione; le istituzioni educative siano dirette da persone ed équipe ispirate dal Vangelo, formate nella pedagogia cristiana, collegate al progetto educativo della scuola cattolica; rispettare la persona degli studenti nella loro integrità, sviluppando una molteplicità di competenze chi arricchiscono la persona umana, la creatività, l’immaginazione, la capacità di assumere delle responsabilità, la capacità di amare il mondo, di coltivare la giustizia e la misericordia.
La formazione degli insegnanti è urgente: essa richiede un costante approfondimento dell’ impegno proprio dell’insegnante cattolico, disponibile ad accettare e condividere l’identità evangelica, il progetto dell’ evangelizzazione, dove la Persona di Cristo è il centro.
Possiamo dire che l’educazione cattolica si colloca in un momento importante della storia personale di ogni allievo; essa sarà efficace quanto più sa collegarsi a questa storia, sa costruire alleanze, condividere responsabilità e costruire comunità educanti.
A conclusione, ecco le parole del Papa Francesco: “Educare non è un mestiere, ma un atteggiamento, un modo di essere; per educare bisogna uscire da se stessi e stare in mezzo ai giovani, accompagnali nelle tappe della loro crescita, mettendosi al loro fianco. Donate loro speranza, ottimismo per il loro cammino nel mondo”.

